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What else is there?

Idioti- tanto per mostrare che  il Giorno della Memoria (27 Gennaio), atto a ricordare l'Olocausto, e i numerosi discorsi che si fanno da 50 anni a questa parte sono vani finché esisterà il nanismo cerebrale, ecco qua un odioso episodio, nella città che, un tempo, era capitale dell'universo.

Ora, ricordare i forni crematori per semplici rivalità (?) calcistiche è squallido, ed ancor più squallda è la perseveranza di tutto questo.
L'antisemitismo però non è però un sentimento proprio dei suddetti nani di cervello: quando sento dire "ma sai, gli Ebrei sono comunque diversi da noi", "Hamas ha ragione, gli Ebrei ed Israele andrebbero spazzati via", "gli Ebrei sono furbi", "io con lei non ci parlo, è un'Ebrea, dunque una cretina (celebre frase detta da un mio amico d'infanzia...ahimé)" mi viene paura, proprio perché certe cose, dalle più fini alle più gravi vengono da gente che, di primo giudizio, viene definita normale (...).

Siccome io vengo dalla città nominata proprio da quello striscione, unica città in Europa che abbia origini Ebraiche (il suo vernacolo e le sue tradizioni si basano proprio dalla cultura Ebrea) mi reputo uno dei destinatari di quello striscione. Con l'aggravante che, nei campi di concentramento, mio nonno, da militare Italiano, c'è finito insieme a tanti di loro. Quindi mi sento doppiamente offeso.

Provincia - "sai, lei è una brava ragazza, ma secondo me dovrebbe uscire dalla provincia della sua chiusa Sardegna...". Evviva i luoghi comuni!!!
La provincialità, come ben vedi e come dovresti sapere, non sempre è da individuare nella provincia geografica, ma nella pochezza mentale.

Cosa c'è dopo? - tutti abbiamo paura di quel che c'è dopo. Dopo un esame, dopo un giorno, dopo aver fatto una scelta dolorosa. E dopo non aver scelto. E' normale. Però la paura fa pure diventare forti, anche perché altrimenti la paura ci assale, e ci fagocita dentro la materia oscura di cui è fatta. Andare avanti, con tanta paura, ma con la spada tratta in avanti.
Io ho paura, ma vado avanti, perché mi è stato insegnato che andando avanti si ottiene quel che vogliamo.

Ciao Neruska- veder mancare la propria mamma nel giro di un mese è un dolore incomprensibile per chi vive quel che è accaduto dall'esterno. Un bacio Diana.

Pubblicato il 29/1/2006 alle 23.1 nella rubrica Diario.

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